Un mese da lettore. Novembre

Prima di iniziare, avviso ancora una volta che non scrivo il titolo dei libri che ho interrotto, finito per dovere o che in generale non mi sono affatto piaciuti. E infine, i libri li catalogo quando li ho finiti e ci sono delle letture che prendono anche tre, quattro mesi; come per esempio saggi storici di più di mille pagine.

Paolo Cognetti, Senza mai arrivare in cima. Queste letture sono figlie di una conferenza alla quale ho partecipato, nella quale il mio amico Paolo Costa ha intervistato Cognetti. Allora mi sono andato a cercare qualcosa di suo, perché dopo aver letto Le otto montagne mi ero fermato. Questo “Senza mai arrivare in cima” è un bel reportage di cammino.

Paolo Cognetti, Il ragazzo selvatico. Un quaderno di montagna, avvisa l’editore: ed è una collocazione perfetta. Autobiografico, intimista, montanaro. La storia di una crisi personale alla quale si cerca soluzione nella solitudine dell’altitudine.

Michael Finkel, The Stranger in the Woods. Non sapevo esistesse una traduzione italiana di questo libro, l’ho scoperto dopo averlo terminato. La storia di un uomo che decide di scomparire nei boschi e che per sopravvivere ruba dappertutto. Poi lo prendono e Finkel ne ricostruisce le vicende di vita, a frammenti e non senza difficoltà, vista l’allergia al prossimo di cui soffre il protagonista.

Colson Whitehead, La ferrovia sotterranea. Non sapevo esistesse una traduzione italiana di questo libro, l’ho scoperto un anno dopo aver iniziato a leggerlo in inglese ed essermi arenato per la difficoltà del linguaggio. Poi ho ricominciato in italiano. Una storia di schiavitù, terribile, un libro sul male che ho fatto davvero fatica ad affrontare per la sofferenza che trasuda dalle pagine. Faccio fatica a consigliarlo, ma non a definirlo un capolavoro, come del resto dimostra la sfilza di premi che ha vinto.

Metto anche le cose Marvel. Ho letto il ciclo Thor. The Son of Asgard. Ne sapevo poco, della storia di Thor, non conoscevo il fumetto ma solo uno dei film. Per questo ho iniziato dai fumetti dedicati alla sua adolescenza. Stile Marvel molto fluido, vicende ricche di colpi di scena, con personaggi ben costruiti.

Ho interrotto un saggio storico perché raccontava in maniera didascalica cose che conosco bene, niente di male, ma non mi ha suscitato interesse.

Concludo con una nota senza titoli. Capita, per lavoro, di leggere libri che ancora non sono stati pubblicati. Lo si fa per aiutare autori o editori, nel primo caso a mettere ordine, nel secondo anche a decidere. Io lo faccio, e mi fa molto piacere farlo.

Con tutto il rispetto per Whitehead, non riesco a mettere qui la copertina del suo libro perché davvero l’ho trovato così difficile da reggere che non mi sento di consigliarlo come lettura del mese. E allora…

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